Natural disasters and weird facts
Menu

MEDICINA - Epidemie - Pandemie - Allerte sanitarie - Batteri e Virus

 

 

{fastsocialshare}

24/02/2019 - Spesso, quando si parla di cuore infranto o cuore spezzato ci si riferisce a una condizione psicologica, che insorge a seguito di eventi emotivamente provanti e a causa della quale ci si sente giù di morale.

Tuttavia, attorno ai primi anni '90, alcuni ricercatori giapponesi hanno dimostrato l'esistenza di una cardiomiopatia – ovvero una malattia del miocardio, il muscolo del cuore – che insorge proprio a seguito di forti stress emotivi (lutti, gravi afflizioni, grandi arrabbiature ecc) o stress fisici (sforzo esagerato, delicato intervento chirurgico ecc).
Tale problema, per il quale è stato coniato il termine sindrome del cuore infranto o cardiomiopatia di takotsubo, è generalmente temporaneo, ma può portare anche alla morte chi ne è vittima.

ALCUNI POSSIBILI CAUSE
Come in tutte le cardiomiopatie, anche la cardiomiopatia di takotsubo è caratterizzata da una modificazione anatomica del miocardio che si ripercuote negativamente a livello funzionale, riducendo le capacità contrattili del cuore.
Ma cos'è di preciso che induce tutto ciò? 
Attualmente, l'esatto meccanismo patologico è poco chiaro ed esistono diverse teorie.

Secondo alcuni studiosi della malattia, i forti stress emotivi o fisici indurrebbero un forte rilascio di ormoni (probabilmente adrenalina e noradrenalina), i quali sono dannosi per le cellule del miocardio. Sembrerebbe infatti che, dopo il loro rilascio, gli ormoni vadano a "stordire" il tessuto muscolare che costituisce il ventricolo sinistro, alternandone prima la forma e poi la funzione.

Secondo altri ricercatori, invece, i forti eventi stressanti causerebbero uno spasmo temporaneo delle coronarie – i vasi arteriosi che ossigenano il miocardio – e ciò altererebbe la normale anatomia cardiaca.

Add a comment

I superbatteri resistenti agli antibiotici, quelli per cui non riusciamo a curare alcune malattie che potrebbero rivelarsi fatali, sono arrivati addirittura nelle zone più incontaminate dell’Artico.

La pessima notizia arriva dai ricercatori della Newcastle University che fanno sapere di aver raccolto svariati campioni di superbatteri resistenti a classi di antibiotici considerati l’ultima spiaggia per alcuni pazienti.

L’incubo dell’antibiotico resistenza non sembra dunque essere più così lontano e gli scienziati classificano questo problema al pari del riscaldamento globale.

I superbatteri nell’Artico. Gli esperti fanno sapere di aver raccolto alcuni campioni nella regione di Svalbar e di aver tristemente riscontrato la presenza di blaNDM-1, un superbatterio resistente agli antibiotici che precedentemente era stato riscontrato in India, quindi a migliaia di chilometri di distanza.

Resistenti a cosa?

Add a comment